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Confservizi Lombardia dice addio al proprio ex Presidente. Si è spento ieri l’ing. Giovanni Bordoni, alla guida dell’Associazione delle Utility lombarde dal 2006 fino al 2018.
A lui va un particolare ringraziamento da parte del Presidente Alessandro Russo, del Direttore Generale Giuseppe Viola e di tutto lo staff, per l’impegno e la passione con cui ha sempre ricoperto il proprio ruolo istituzionale, senza mai dimenticare l’attenzione alle persone fatta anche di tanti piccoli gesti.
Vicini alla famiglia in questo momento di dolore, vogliamo ricordare l’ing. Bordoni con il discorso con cui si è congedato nel maggio 2018, durante l’Assemblea dei soci tenutasi al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, che ha sancito il passaggio del testimone al nuovo Presidente.
Quel discorso rappresenta la sintesi di una vita vissuta intensamente tra la passione politica e l’attività amministrativa.

I motivi di orgoglio di una lunga presidenza 
di Giovanni Bordoni
(pubblicato sul n.1/2018 della rivista Servizi&Società)

In molti casi i ripetuti rinnovi ai vertici delle Associazioni creano abitudini e un sostanziale immobilismo. Devo premettere che non è stato così, almeno per me e spero per i tanti amministratori delle nostre aziende interessate da vere e proprie rivoluzioni del loro modo di operare, determinate dal vorticoso evolvere dei servizi pubblici locali da logiche di vicinato verso dimensioni di aziende, con bilanci di tutto rispetto, criteri gestionali sostanzialmente di mercato, gestioni del personale attente e meritocratiche e così via.
Questa forte spinta alla dimensione imprenditoriale ha generato un progressivo e lodevole inserimento delle Aziende pubbliche dei vari settori nelle logiche di mercato, tanto da essere ormai in grado di sostenere il confronto con il privato, che non è mai mancato nella gestione delle attività interessate.
La Regione, ma anche le Province e i Municipi si sono rapidamente adeguati alla necessità di gestire i servizi pubblici locali con logiche di impresa.
L’Europa ha contribuito in modo determinante a far uscire il comparto dal limbo in cui per anni si era trascinato al di fuori delle logiche di mercato. Decisiva è stato al riguardo l’emanazione di direttive che toglievano progressivamente la possibilità di gestire i servizi secondo criteri non di mercato, a partire dalla legge Galli sulle acque. I mercati dell’energia si sono aperti, i rifiuti sono passati da problema a risorsa, complice l’affermarsi dell’economia circolare che si va ormai consolidando. Insomma, sono stati anni di grande rivoluzione rispetto all’immobilismo degli anni ’60 e ’70 e questo ha costituito una sfida che in Italia non si è ancora completamente realizzata, complici i ritardi cronici di una parte importante del Paese e della mancanza di capacità di comprendere con convinzione che i servizi pubblici possono costituire una componente fondamentale nell’economia del Paese, se ben gestiti secondo le regole di impresa, con tariffe adeguate e programmazione attenta ai bisogni.
E’ stato per me motivo di vera soddisfazione accompagnare, per quanto mi è stato possibile, questi processi di grande trasformazione del mondo dei servizi pubblici.
La mia storia in Confservizi Lombardia nasce con il compianto ing. Giuliano Zuccoli che fu il mio ‘sponsor’ nell’ingresso in Associazione. Allora avevo appena assunto l’incarico di presidente della Municipalizzata di Sondrio, un’azienda che si occupava di energia elettrica, gestione delle farmacie comunali, rifiuti e servizio idrico. Un mondo nuovo per me che venivo dall’edilizia pubblica come direttore dell’Istituto Case Popolari della Provincia di Sondrio. Devo dire che fu amore a prima vista. Le logiche aziendali erano per me un riferimento preciso e fui ben lieto di lavorare per mestiere sulle case e come amministratore sui servizi che avevano nei cittadini un assoluto e vitale interesse.

Zuccoli mi diede le coordinate e Piero Ramponi, direttore all’epoca di Confservizi, gli strumenti per far bene l’interesse dell’azienda municipalizzata di Sondrio. Qualcuno probabilmente si chiederà come ho fatto a resistere tanti anni alla guida di Confservizi Lombardia. La risposta è molto semplice: ho sempre amato l’imprenditorialità, tanto privata che pubblica, quando erano espressione sana e vitale della nostra società. Ho trovato appassionante vedere come la gran parte delle imprese dei servizi pubblici lombardi abbia saputo evolvere da aziende comunali ad entità autonome, responsabili, efficienti e capaci, anche in ambiti non protetti da logiche pubbliche. E così i miei 8 anni di gavetta si sono sommati ad altrettanti di presidenza, con l’orgoglio di rappresentare, in primis nei confronti dei cittadini, un mondo di impresa sano, efficiente, capace e consapevole dei doveri che il settore pubblico ha nei confronti del mercato, spesso devastato da scorribande di improvvisatori. E tutto questo grazie alla generosità di amministratori che si sono succeduti al mio fianco nella Giunta dell’Associazione, ai direttori che ho avuto a indispensabile supporto (prima il dott. Ramponi e di recente il dott. Giuseppe Viola) che hanno saputo governare le tante iniziative che hanno portato Confservizi Lombardia a livelli di grande considerazione sul piano della capacità e dell’immagine che mi riempiono il cuore di orgoglio.
Spero di essere stato giusto nei ricordi e nei ringraziamenti che vanno ovviamente a tutti coloro, Amministratori e Dipendenti. Tra questi ultimi in particolari ringrazio Anna Faccini per il lavoro di segreteria svolto con così tanta passione e dedizione.
E tutto ciò, in questi anni non facili, consente di lasciare un’Associazione viva, conosciuta e apprezzata in Lombardia e in tutta Italia, per la carica di passione che ne anima l’attività e la dedizione dei colleghi di Giunta, del personale tutto e del direttore generale Viola che è stato instancabile motore di un sistema che si è guadagnato considerazione e apprezzamento a tutti i livelli. Un ringraziamento anche alla Regione Lombardia che non è stata avara di riconoscimenti e considerazione, coinvolgendo l’Associazione nei passaggi essenziali delle diverse declinazioni delle norme e delle leggi che si formavano sui settori d’azione dell’Associazione.
Chiudo con un pensiero per chi ci ha accompagnato in questi anni di forte impegno e che non è più con noi. Il loro ricordo e il loro esempio è stato per me prezioso sul piano umano e tecnico e mi ha arricchito.
A chi accoglierà il testimone di questa lunga presidenza offro una disponibilità tecnica e supporto nei diversi settori nei quali si articolerà l’attività dell’Associazione. A tutti voi che siete stati generosi colleghi in tanti anni un grazie sincero. Abbiamo lavorato per avere una Confservizi Lombardia invidiabile e invidiata in molte regioni. La strada continua. La mia speranza è quella di non buttare al vento le logiche collaborative maturate, in primis con la Regione, che resta il riferimento confermato per scenari che interessano il nostro operare quotidiano.
Alla nuova Giunta e al presidente auguro con i più cordiali auspici di eguagliare e superare il mio record.

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NELLA FOTO:
da sinistra l’attuale Presidente Alessandro Russo, Giovanni Bordoni e il Direttore Generale Giuseppe Viola

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