Gli impianti delle nostre aziende di pubblica utilità come “miniere” di terre rare. Il ruolo decisivo delle utility e multiutility lombarde nel recupero e nella gestione delle risorse strategiche.
E’ su questi temi che si è confrontato il 24 marzo presso l’Università Cattolica di Brescia il Presidente Yuri Santagostino all’Ecoforum Economia Circolare, l’appuntamento annuale di Legambiente dedicato a “Scenari e strategie tra difficoltà geopolitiche e sostenibilità ambientale verso gli obiettivi al 2030”, accanto a numerosi e qualificati relatori.
Il fermento normativo europeo ha obiettivi fortemente ambiziosi, ma vanno però calati con linee chiare su come raggiungerli.
Se fino ad oggi, grazie ai fondi PNRR, sono stati affrontati interventi per sanare le perdite idriche o per resilienza delle nostre città, senza una vera spinta sul recupero delle terre rare, nei prossimi decenni – secondo Santagostino – tre saranno le principali partite in cui le aziende che gestiscono servizi di pubblica utilità potranno esercitare il proprio decisivo ruolo:
- INVESTIMENTI – Oggi le nostre aziende sono in grado di fare investimenti milionari. Le nostre associate fatturano circa 6miliardi di euro, investendo su progetti e iniziative legati all’economia circolare.
- GARANZIA DI FLUSSI DI TERRE RARE – Secondo alcuni recenti studi economici da qui al 2040, grazie al lavoro di recupero delle aziende dei servizi di pubblica utilità, potremmo arrivare a coprire un terzo del fabbisogno annuo di queste materie critiche.
- TERRITORIALITA’ su tutto il territorio lombardo. Grazie alla loro presenza capillare e alla capacità di integrare diverse filiere – acqua, energia, rifiuti – le nostre multiutility possono diventare veri hub territoriali della circolarità, capaci di trasformare gli scarti in nuove risorse e di generare valore economico, ambientale e sociale per le comunità locali.
All’interno della rete di imprese che Confservizi Lombardia rappresenta, già alcune realtà stanno cercando di integrare e allargare la filiera, consolidando sinergie con altri attori per mettere a terra nuovi e importanti processi nell’ottica dell’economia circolare.
C’è chi come Gruppo CAP e MM Spa, insieme a Politecnico di Milano (POLIMI) e Università di Bologna (UNIBO) ha avviato il progetto NEOFOS per il recupero del fosforo da acque reflue e fanghi urbani, chi invece come BEA ha avviato iniziative per efficientare il recupero dell’alluminio dal termovalorizzatore o chi come Silea sta lavorando per recuperare metalli critici presenti in rifiuti elettronici e altri materiali.
E poi c’è l’acqua che, sebbene non sia terra rara, è sempre più trattata come risorsa critica da recuperare e riutilizzare, come stanno facendo da tempo le nostre aziende che gestiscono il servizio idrico integrato, creando sistemi capaci di generare valore ambientale, recuperare risorse e contribuire concretamente alla transizione ecologica.
Le nostre aziende, grazie anche alle sinergie sostenute e incentivate da Confservizi Lombardia, hanno assunto dimensioni tali da poter affrontare queste sfide, in diversi settori. Noi vogliamo esserci!

